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julien DESROCHE
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Poitiers, Poitou-Charentes, Francia
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Muestrario Muestras de traducción: 3
italiano a francés: laserterapia
General field: Medicina
Texto de origen - italiano

Le terapie di ASAlaser focus di Congressi e Meeting worldwide
Dall’ Europa alla Russia sino ad approdare in Corea il riconoscimento del valore scientifico e dell’efficacia delle terapie di ASAlaser non conosce confine. Con sempre maggior frequenza, infatti, Hilterapia®, Laserterapia MLS® e Magnetoterapia Qs sono argomento di interventi e workshop tenuti da specialisti di riconosciuta fama nel corso di Convegni internazionali. Un traguardo significativo per l’azienda che, da sempre, punta sulla ricerca come canale di validazione delle proprie soluzioni terapeutiche.

Hilterapia®, MLS®, Magnetoterapia Qs: io scelgo ASA
Terapie efficaci, formazione continua e affiancamento professionale del cliente: sono questi i fattori che spingono sempre più specialisti a scegliere l’intera proposta di ASAlaser. A confermarlo l’esperienza diretta di Monica Briceno e Maryl Gómez - titolari di “Benessere Salud” di Caracas (Venezuela) – che hanno voluto Hilterapia®, Laserterapia MLS® e Magnetoterapia Qs per il loro centro e i riscontri raccolti in convention internazionali come l’"IHA Congress" di Jakarta.

Ricerca, formazione, innovazione: il 2015 di ASAlaser
Si chiude nel segno del consolidamento il 2015 di ASAlaser che ha visto il raggiungimento di importanti traguardi nella ricerca, nella formazione e nella diffusione sempre più capillare delle sue terapie: Energy For Health ha festeggiato il suo settimo anno di vita, i programmi di training hanno visto un numero crescente di iscritti, mentre Hilterapia® e MLS® hanno raccolto consensi in Europa, Asia e America. Per il 2016 si pianificano l’implementazione delle strategie di internazionalizzazione e lo sviluppo di nuovi mercati .
Traducción - francés
Les dispositifs ASAlaser, attractions de Congrès et Meetings internationaux.
De l'Europe à la Russie, en passant par la Corée, la reconnaissance de la valeur scientifique et de l'efficacité des dispositifs ASAlaser ne connaît plus de frontière. De plus en plus fréquemment, Hilterapia®, MLS® et Magnetoterapia Qs sont les sujets de conférences et d'ateliers conduits par des spécialistes de renom, lors de Congrès internationaux. Une conquête importante pour notre entreprise qui, depuis toujours, mise sur la recherche pour valider ses systèmes thérapeutiques.

Hilterapia®, MLS®, Magnetoterapia Qs: j'opte pour ASA
Des dispositifs efficaces, une formation continue et une assistance client professionnelle: tels sont les facteurs qui poussent de plus en plus de spécialistes à choisir la gamme complète des dispositifs ASAlaser. Une tendance que viennent confirmer, d'une part, l'expérience concrète de Monica Briceno et Maryl Gómez –directrices de "Benessere salud", à Caracas (Venezuela)- qui ont adopté Hilterapia®, Laserterapia MLS® et Magnetoterapia Qs pour leur centre, et, d'autre part, les nombreuses marques d'intérêt recueillies lors de congrès internationaux, comme à l'"IHA Congress" de Jakarta.
Recherche, formation, innovation: l'année 2015 d'ASAlaser
C'est donc sous le signe de la consolidation que se conclut l'année 2015 d'ASAlaser, et ce en ayant accompli d'importantes avancées dans le domaine de la recherche et de la formation, ainsi que dans la diffusion toujours plus large de ses dispositifs: Energy for Health a fêté son septième anniversaire, les programmes de formation ont vu croître leur nombre d'inscrits, et Hilterapia® et MLS® ont marqué de nombreux points en Europe, en Asie et en Amérique. 2016 sera l'année de la confirmation des stratégies d'internationalisation et du développement de nouveaux marchés.
italiano a francés: l'artisanat digital redonne espoir au Nord-est de l'Italie touché par la crise
General field: Otros
Detailed field: Periodismo
Texto de origen - italiano
INNOVAZIONE
GLI ARTIGIANI DIGITALI RIDANNO SPERANZA AL NORDEST COLPITO DALLA CRISI

GABRIELE CATANIA
13 aprile 2015

VICENZA – Una volta il Nordest era la terra dei capannoni e degli schei. Oggi non è più così. Tanti capannoni hanno chiuso, e gli schei sono molti meno. La crisi ha picchiato duro qui: dal 2007 al 2014 il Pil si è contratto di oltre l’8%, e sono andati in fumo quasi 150mila posti di lavoro. Tra i settori più colpiti, l’edilizia e il manifatturiero. Eppure è proprio dal manifatturiero che sembra stia partendo la riscossa, economica ma anche culturale, di questo territorio. I primi segni ci sono tutti. Chiariamo: si tratta di un nuovo manifatturiero. Capace di combinare tradizione e innovazione, nuove tecnologie e artigianato. Insomma, una via tutta nordestina (e italiana) a quella che l’americano Chris Anderson, ex direttore di Wired e araldo dei Makers, definisce “la nuova rivoluzione industriale” (alias rivoluzione del digital manufacturing). Questa trasformazione è resa possibile dalla crescente diffusione di tecnologie come l’ormai arcinota stampa 3D, gli scanner laser, le frese a controllo numerico. Anche il trionfo globale del web 2.0 dà il suo contributo. «Nel Nordest queste tecnologie, relativamente low cost e adattabili, trovano una platea di artigiani e piccoli imprenditori ricettivi, un po’ perché la crisi gli ha fatto vedere i sorci verdi sul serio, un po’ perché strumentazioni come la stampa 3D hanno un’anima anarchica, e questo territorio è molto anarchico, e gli animal spirits qui non sono morti», dice a Gli Stati Generali un venture capitalist veneto che preferisce non rivelare la sua identità.
Un bell’esempio di artigianato digitale si trova a Vicenza, 113mila abitanti e un reddito pro capite che supera 22mila euro. La città berica è la capitale dell’oreficeria italiana, come si può intuire dalle numerose gioiellerie del centro storico. E proprio a Vicenza (o meglio: nel vicino paesino di Zanè) ha sede la DWS, azienda che produce ed esporta in tutto il mondo stampanti 3D. «Personalmente, mi considero un artigiano digitale. – racconta a Stati Generali Maurizio Costabeber, 50 anni, co-fondatore nonché presidente della DWS – Ogni nostra stampante è realizzata su misura per il cliente, con la cura per il dettaglio tipica del bravo artigiano. Un’altra nostra caratteristica, oltre alla forte personalizzazione, è che lo sviluppo avviene tutto in house: le macchine, le sorgenti laser, i materiali, i software…».
Le stampanti della DWS sono destinate soprattutto al settore della gioielleria, ma anche a quello dentale e industriale. In passato venivano usate per sfornare prototipi tridimensionali, sostituendo i modellisti in carne e ossa; oggi l’orizzonte è quello della produzione rapida: flessibile, pronta ad assecondare ogni variazione del mercato, e incline a eliminare le scorte di magazzino. Proprio per questo motivo Costabeber sta per lanciare la produzione di «una stampante 3D personal per uso semiprofessionale, la XFAB, che abbiamo presentato con successo al CES di Las Vegas. Il nostro target sono i prosumer, i produttori-consumatori che non possono permettersi una stampante industriale costosissima, ma una da 5000 euro magari sì». Con 29 lavoratori (12 dei quali addetti alla ricerca, e solo 4 alla produzione), e 8 milioni di euro di fatturato nel 2014, la DWS è un’azienda in forte espansione, attiva in mercati come il Giappone, gli Emirati Arabi e il Brasile. È un’azienda che assume: una dozzina i posti di lavoro disponibili al momento. «Siamo una sorta di atelier, ma ci stiamo trasformando in qualcosa di più grande e complesso.– continua Costabeber – .E infatti tra pochi mesi traslocheremo in una nuova sede qui vicino, a Thiene».
DWS-DW-autodesk-ScillaAndrioliStuartUna lampada realizzata con stampante digitale
A Mestre, alle porte di Venezia, ha la sua bottega il calzolaio Simone Segalin. 41 anni, alcuni esami di economia alle spalle ed eccellenti doti di web designer, Segalin è figlio d’arte: anche suo nonno e suo padre erano calzolai. La sua piccola bottega, calcola, ha circa un centinaio di anni. «Sono un artigiano digitale. – dichiara fieramente a Gli Stati Generali, indicando lo scanner laser per piedi che troneggia nella bottega, ingombra di scarpe e forme in legno. Si respira odore di cuoio, pelle e spago. Però sulla scrivania di Segalin ci sono un computer, e uno smartphone che continua a suonare. «A parole è tutto molto semplice: grazie allo scanner laser posso ottenere in un attimo tutte le misure del piede del cliente, ricavarne magari un modello tridimensionale da stampare in 3D, e avere così una forma su cui realizzare una scarpa che calza davvero come un guanto – spiega –. L’elemento rivoluzionario, però, è che così posso svolgere il mio lavoro anche a distanza. Tanti nel mondo sognano di calzare un paio di scarpe su misura made in Italy, ma solo pochissimi possono permettersi di venire qui in Italia per farsele fare. Con lo scanner laser le distanze si annullano».
Se un negozio di Fifth Avenue a New York ha in dotazione uno scanner laser, il giovane e rampante avvocato di Wall Street può recarsi lì, e farsi scannerizzare i piedi in pochissimi minuti; dopodiché i dati sono inviati con una mail a Segalin, che può così fare le scarpe (letteralmente) all’avvocato newyorkese senza spostarsi di un centimetro dalla sua bottega di Mestre. «Ho comprato lo scanner grazie a un bando per l’innovazione, e ora punto a vendere scarpe su misura negli Emirati Arabi e in Cina. C’è già un forte interesse all’estero da parte di catene di negozi che vogliono investire sui nostri prodotti. La clientela, infatti, è globale». Una scarpa per uomo Segalin su misura, con materiali di alto livello, cucita a mano, costa 900 euro. Ma dura una vita. «Soltanto la cucitura, che realizzo a mano, non a macchina, richiede moltissimo tempo. E d’altra parte in bottega facciamo tutto: dal design della scarpa al packaging, inclusa la valigetta in legno e imbottita dove riporre le scarpe, e le foto e i dvd che mostrano come sono state realizzate le calzature. Anche il sito è opera mia».
Segalin non è solo. Con Paride Geroli, calzolaio cinquantenne di San Bonifacio (Verona), è uno dei fondatori di Italian Cobbler, rete di calzolai di eccellenza che puntano sul combinato disposto scanner per i piedi e altissima qualità per conquistare i mercati stranieri. «Il nostro grande obiettivo è creare una serie di “laser scanner corner” in tutto il mondo dove il cliente va e si fa scannerizzare il piede», spiega Geroli. Veterano del settore, Geroli ha iniziato come ciabattino nel 1993, rilevando dal padre un’attività che era iniziata con lo zio del nonno, un calzolaio di Riviera del Brenta (oggi il santuario italiano della produzione calzaturiera di qualità, dove si realizzano persino le décolleté col tacco a spillo di Michelle Obama). «Nel Nordest c’è un tesoro di saperi antichi che tutto il mondo ci invidia – aggiunge –. Per anni lo abbiamo trascurato, ma oggi le nuove tecnologie e una maggior consapevolezza della forza del Made in Italy potrebbero aiutare a preservarlo, prima che sia troppo tardi».
Così come Costabeber, anche Segalin e Geroli pensano che il mondo stia andando verso un nuovo manifatturiero, capace di coniugare l’attenzione per la qualità tipica dell’artigiano e una produzione che, pur senza diventare di massa, è assai più consistente e meno di nicchia che in passato. «Il futuro è artigiano», assicura a Stati Generali Riccardo Bertagnoli, 24 anni, citando il titolo del noto saggio dell’economista Stefano Micelli, docente presso la Ca’ Foscari di Venezia. Veronese, laureato in ingegneria gestionale a Vicenza, Bertagnoli è co-fondatore di Plumake, giovane startup di artigianato digitale e tecnologia per le aziende. «Le stampanti 3D, laser cutter e frese a controllo numerico sono alla base della nostra azienda. Sviluppiamo prototipi low-cost per aziende, ma supportiamo digitalmente anche artigiani e designer “tradizionali”. Nel 2014 abbiamo fatturato 60mila euro». Sono soci di Plumake diversi imprenditori della zona, che hanno creduto nel progetto sia investendo sia assicurando i primi ordinativi. Ennesimo segno del fatto che il “vecchio” mondo produttivo del Nordest negli artigiani digitali inizia a crederci sul serio. È vero in Veneto ma anche in Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. Lo conferma a Stati Generali Carlo Piemonte, 33 anni, direttore dell’Agenzia per lo sviluppo del distretto industriale (ASDI) della Sedia, in provincia di Udine. «Serve un cambio di mentalità in Italia, e gli artigiani digitali sono un esempio molto positivo. Il punto è saper innovare, costantemente, a 360°: innovare nel prodotto, nei processi produttivi, nelle certificazioni, nella formazione continua».
Quelle di Piemonte non sono soltanto parole. Il distretto della sedia, che ha la sua capitale a Manzano (paesino di 6700 abitanti sul fiume Natisone), è composto per oltre due terzi da aziende artigiane, e sta scommettendo con forza su internazionalizzazione, innovazione, contaminazione di tecnologie analogiche e digitali. Piemonte fa alcuni esempi di iniziative dal sapore digitale: «la rete di imprese Make My Design, di cui sono portavoce, che grazie al suo portale offre a designer e progettisti servizi di produzione ma soprattutto consulenza; e il Configuratore 3D per sedie, realizzato dalla startup locale Ubiz3D, che usa la tecnologia dei videogame per visualizzare la sedia da ogni angolo, e customizzarla modificando colori, dimensioni, finiture…».
In Trentino-Alto Adige, invece, è degno di nota il boom, a Trento e dintorni, di startup ICT che si mettono al servizio del mondo artigiano. È il caso di Reputeka, sito di e-commerce per botteghe di eccellenza, o di Italian Stories, piattaforma che racconta storie di artigiani interessanti. In Alto Adige l’approccio è più pedagogico: l’università di Bolzano offre corsi che combinano design e pratica nelle officine, a Bressanone le scuole si dotano di stampanti 3D. «Ho una laurea in design, ma ora voglio imparare a programmare e a usare bene le stampanti 3D – dice a Stati Generali Silvia, ventisettenne trentina –. Le nozioni universitarie vanno declinate in modo pratico. Solo così potrò mettermi in proprio, e creare il mio studio in Italia anziché emigrare in Germania o in Svizzera come tanti». Auguri a Silvia, e auguri agli artigiani digitali del Nordest.

Traducción - francés
"STATI GENERALI" est un site italien d'informations Online
INNOVATION
L'ARTISANAT DIGITAL REDONNE ESPOIR AU NORD-EST DE L'ITALIE TOUCHÉ PAR LA CRISE.

GABRIELE CATANIA
Traduction: JULIEN DESROCHE

13 avril 2015

VICENCE – Par le passé, le Nord-Est était la patrie des hangars et de l'argent. Cela a depuis bien changé. Beaucoup de hangars ont fermé, et de l'argent, il n'y en a plus beaucoup. La crise a frappé fort, ici: entre 2007 et 2014, le PNB a baissé de plus de 8% et presque cent-cinquante mille postes de travail sont partis en fumée. Parmi les secteurs les plus touchés, le bâtiment et la manufacture. Et pourtant, tout indique que c'est précisément grâce au secteur manufacturier que la situation économique et culturelle de la région est en passe de trouver un second souffle. Les premiers signes sont bel et bien réels. Précisons: nous parlons d'une nouvelle manufacture, capable d'allier tradition et innovation, nouvelles technologies et artisanat. Une façon pour la région (et pour l'Italie) d'incarner ce que l'américain Chris Anderson, ex-directeur de Wired et héraut des "Makers", appelle la "nouvelle révolution industrielle" (c'est-à-dire la révolution de l'artisanat digital). Cette transformation s'est opérée à travers la diffusion toujours plus large de technologies comme l'imprimante 3D, qu'on ne présente plus, les scanners laser ou les fraiseuses à contrôle numérique. Et le triomphe planétaire du Web 2.0 est venu ajouter sa pierre à l'édifice.
«Dans le Nord-est, ces technologies, peu couteuses et facilement adaptables, trouvent un public d'artisans et de petits entrepreneurs prêts à investir ; d'une part, parce que la crise leur a donné beaucoup de fil à retordre et d'autre part, parce que ces dispositifs, telle que l'imprimante 3D, incarnent une forme d'anarchie, et ce territoire est profondément anarchique: les "esprits animaux", ici, ne sont pas morts», affirme un investisseur du coin qui ne souhaite pas révéler son identité.

Un bon exemple d'artisanat digital, on le trouve à Vicence, 113 000 habitants et un revenu moyen par habitant qui dépasse les 22 000 euros. La ville bérique est la capitale de l'orfèvrerie italienne, comme on peut le constater de par les nombreuses bijouteries du centre-ville. À Vicence, donc (ou, plus précisément, dans la proche commune de Zanè), se trouve le siège de DWS, une entreprise qui produit et exporte partout dans le monde des imprimantes 3D. «Personnellement, je me considère un artisan digital. –nous raconte Maurizio Costabeber, 50 ans, co-fondateur et président de DWS- Chacune de nos imprimantes est réalisée sur mesure pour le client, avec le souci du détail, comme le ferait un bon artisan. Une autre particularité de notre travail, outre la forte personnalisation, c'est que la production a lieu entièrement in situ: les machines, les sources laser, les matériaux, les softwares…»

Les imprimantes de la DWS sont principalement destinées au secteur de l'orfèvrerie et, dans une moindre mesure, au domaine dentaire et industriel. Auparavant, on les utilisait pour créer des prototypes tridimensionnels, en remplacement des modélistes en chair et en os; aujourd'hui, leur mission est celle de la production rapide: flexible, prête à seconder les variations du marché et, surtout, à éliminer les stocks en trop du magasin. Et c'est d'ailleurs pour cette raison que Costabeber est sur le point de lancer la production –je cite- « d'une imprimante 3D personnelle à usage semi-professionnel, la XFAB, que nous avons présentée avec succès au CES de Las Vegas. Les clients que nous cherchons à cibler sont les "prosommateurs", ces producteurs-consommateurs qui ne peuvent pas se permettre d'acheter une imprimante trop chère ; mais une qui coûte 5000 euros, pourquoi pas». Avec 29 employés (dont 12 qui s'occupent de la recherche et seulement 4 de la production) et 8 millions d'euros de chiffre d'affaire en 2014, DWS est une entreprise en forte croissance, présente sur des marchés comme le Japon, les Émirats Arabes Unis ou le Brésil. Une entreprise qui engage aussi: près de 12 postes sont à pourvoir à l'heure actuelle. "Nous travaillons comme dans un atelier, mais nous sommes en train de devenir quelque chose de plus grand et de plus complexe. –continue Costabeber- Et d'ailleurs, d'ici quelques mois, nous entrerons dans de nouveaux locaux pas loin d'ici, à Thiene".

(DWS-DW-autodesk-Scilla Andrioli Stuart Une lampe réalisée avec une imprimante digitale).

À Mestre, aux portes de Venise, le cordonnier Simone Segalin, 41 ans, tient boutique. Avec quelques examens d'économie dans la poche et d'excellentes capacités de web designer, Segalin est un fils de l'art: son grand-père et son père aussi étaient des cordonniers. Sa petite boutique, compte-t-il, a plus ou moins cent ans. "Je suis un artisan digital.- déclare-t-il non sans fierté, en montrant le scanner laser adapté aux pieds qui trône à l'intérieur de la boutique, pleine de chaussures et de formes en bois. On respire une forte odeur de cuir, de peau et de corde. Néanmoins, sur le bureau de Segalin, c'est d'abord un ordinateur et un Smartphone qui n'a de cesse de sonner que l'on remarque. «À dire vrai, c'est très simple: grâce au scanner laser, je peux saisir en un instant toutes les mesures du pied d'un client, projeter un modèle tridimensionnel et l'imprimer en 3D, et obtenir ainsi une forme sur laquelle réaliser une chaussure qui lui ira comme un gant –explique-t-il-. Mais l'élément vraiment révolutionnaire, c'est que maintenant je peux travailler à distance. Il y en a beaucoup, dans le monde, qui rêvent de porter des chaussures faites sur mesure et "Made In Italy", mais seulement peu d'entre eux peuvent se permettre de venir jusqu'ici pour se les faire faire. Grâce au scanner laser, les distances s'annulent».

Si un magasin de la cinquième avenue, à New York, possède un scanner laser, le jeune et bouillant avocat de Wall Street peut s'y rendre et se faire scannériser les pieds en quelques minutes; les données seront alors envoyées à Segalin via mail, lequel pourra ainsi faire les chaussures de l'avocat newyorkais sans se déplacer d'un pas de sa petite boutique de Mestre. «J'ai acheté ce scanner grâce à un concours pour l'innovation, et maintenant j'ai pour ambition de vendre des chaussures aux Émirats Arabes et en Chine. Il y a un fort intérêt à l'étranger, des chaînes de magasins veulent investir sur nos produits. La clientèle, en fait, est planétaire». Une paire de chaussures Segalin pour homme faite sur mesure, avec des matériaux de grande qualité et cousue main, coûte 900 euros. Mais elle dure toute une vie. «Rien que la couture réalisée à la main exige énormément de temps. Et puis, tout est fait dans la boutique: du design de la chaussure à l'emballage final, en passant par la petite valise en bois et molletonnée pour déposer les chaussures, sans parler des photos et des DVD qui montrent comment elles ont été réalisées. J'ai aussi entièrement construit le site internet».

Segalin n'est pas seul. Avec Paride Geroli, un cordonnier de cinquante ans, originaire de San Bonifacio (Vérone), il est l'un des fondateurs de "Italian Cobbler", un réseau de cordonniers d'excellence qui ont parié sur l'association scanner pour les pieds et matériaux de haute qualité, afin de conquérir les marchés étrangers. «Notre grand objectif est de créer un réseau de "laser scanner corner" partout dans le monde, où le client pourra se rendre et se faire scannériser les pieds», explique Geroli. Vétéran du secteur, Geroli a commencé à faire le cordonnier en 1993, reprenant à son compte une activité que son père avait commencé avec l'oncle du grand-père, un cordonnier de Riviera del Brenta (aujourd'hui considéré comme le sanctuaire italien de la production de chaussures haut de gamme, où l'on réalise même les talons aiguille de Michelle Obama). «Dans le Nord-Est, nous possédons un trésor de savoirs traditionnels que le monde entier nous envie –ajoute-t-il-. Pendant des années, nous avons négligé ce trésor, mais aujourd'hui les nouvelles technologies et une prise de conscience de la forte valeur du "Made In Italy" peuvent nous aider à le préserver, avant qu'il ne soit trop tard».

Tout comme Costabeber, Segalin et Geroli pensent que le monde se dirige vers une nouvelle manufacture, capable de conjuguer un travail de qualité typique de l'artisan et une production qui, sans devenir de masse, devient beaucoup plus consistante et, surtout, moins localisée que par le passé. «Le futur est artisan», clame Riccardo Bertagnoli, 24 ans, en paraphrasant le titre du célèbre essai de l'économiste Stefano Micelli, professeur à l'Université Ca' Foscari de Venise. Originaire de Vérone, diplômé en ingénierie et gestion à Vicence, Bertagnoli est le cofondateur de Plumake, une jeune start-up d'artisanat digital et de technologie au service des entreprises. «Les imprimantes 3D, la découpe laser et les fraiseuses à contrôle numérique sont à la base de notre activité. Nous développons des prototypes à des prix défiant toute concurrence pour les entreprises, mais nous travaillons aussi pour des artisans et des designers "traditionnels". En 2014, nous avons fait 60 000 euros de chiffres d'affaire.» Plumake regroupe plusieurs entrepreneurs qui ont cru dans le projet et qui, en investissant, ont assuré les premières commandes. Un énième signe que le "vieux" modèle de production du Nord-Est commence véritablement à croire aux artisans digitaux. Ce constat ne s'applique pas seulement à la Vénétie mais aussi au Frioul-Vénétie Julienne et au Trentin-Haut-Adige. C'est en tout cas ce que nous affirme Carlo Piemonte, 33 ans, directeur de l'Agence pour le Développement du District Industriel de la Chaise (ASDI), dans la province d'Udine. «On a besoin d'un changement de mentalité en Italie, et les artisans digitaux incarnent ce symbole très positif. La question essentielle est de savoir innover, constamment, sur tous les plans: innovation du produit, innovation des processus de production, des certifications, de la formation au continu».

Les mots de Piemonte ne sont pas des paroles en l'air. Le district de la chaise, dont la capitale est Manzano (petite commune de 6700 habitants où coule le Natisone), est composé, à hauteur des deux tiers, d'entreprises artisanales qui ont fait le pari de l'internationalisation, de l'innovation et du développement de technologies analogiques et digitales. Piemonte énumère quelques exemples de ces initiatives toutes digitales: «le réseau d'entreprises Make My Design, dont je suis le porte-parole, offre aux designers et aux projeteurs des services de production et de consultation ; le configurateur 3D pour chaises, réalisé par la start-up local Ubiz3D, utilise la technologie des jeux-vidéo pour visualiser la chaise sous chacun de ses angles, et la personnaliser en modifiant les couleurs, les dimensions, les finitions…».

Dans le Trentin-Haut-Adige, en revanche, il y a un vrai boom, surtout à Trente et dans son agglomération, de start-up ICT (Technologies de l'Information et de la Communication) qui se mettent au service du monde artisanal. C'est le cas, par exemple, de "Reputeka", site de e-commerce pour boutiques d'excellence, ou encore d'"Italian Stories", une plateforme qui raconte l'histoire d'artisans originaux. Dans le Haut-Adige, l'approche est plus pédagogique: l'Université de Bolzano offre des cursus qui combinent design et pratique artisanale; à Bressanone, les écoles se dotent d'imprimantes 3D. «J'ai une licence en design, mais maintenant je veux apprendre à programmer et à utiliser les imprimantes 3D – nous dit Silvia, 27 ans, originaire de Trentin-. Les connaissances universitaires doivent trouver une correspondance pratique; seulement ainsi je pourrais travailler à mon compte et créer ma boîte en Italie, au lieu de partir en Allemagne ou en Suisse comme ils sont si nombreux à le faire».
Nos plus sincères félicitations à Silvia, et à tous les artisans digitaux du Nord-Est.

italiano a francés: azienda di design
Detailed field: Publicidad / Relaciones públicas
Texto de origen - italiano
Da Bloomberg BusinessWeek a Die Welt, cresce l’attenzione globale per HSL
ITALIAN DESIGN HOUSE HSL PUNTA SUL SUDAMERICA
I gioielli .bijouets e le lampade .exnovo disegnati da HSL con il 3D printing sono presenti nei principali musei del mondo, incluso il MAD di New York e la Tate Gallery di Londra. Ignazio Pomini, direttore di HSL: «Vogliamo puntare di più sulla Francia, paese che ama profondamente il design e l’innovazione»

La Francia è una nazione a cui guarda con particolare attenzione la HSL, design house italiana specializzata nella realizzazione di gioielli e lampade unici con il 3D printing. Tra i designer che lavorano per HSL ci sono Selvaggia Armani, Alessandro Zambelli, Gio Tirotto, Filippo Mambretti. Insomma, vere rising stars della creatività italiana, tutte personalmente scelte da Ignazio Pomini, direttore e fondatore di HSL.

«Uno dei temi ricorrenti della nostra ricerca creativa è la luce – spiega Pomini –. Con le nostre lampade e i nostri gioielli cerchiamo di catturare la luce, di cristallizzarla in forme nuove e indimenticabili. Per alimentare la nostra creatività guardiamo soprattutto alla natura. Le costellazioni celesti, le piume delle aquile delle Alpi e le meduse luminescenti dell’oceano Atlantico sono state alcune delle nostre fonti d’ispirazione».

Pomini non ha paura delle sfide. Non a caso HSL, nome della sua design house, è l’acronimo di Hic Sunt Leones, che in latino significa “Qui ci sono i leoni”; una locuzione che gli antichi romani ponevano sulle mappe per identificare i territori inesplorati (e pericolosi). «Mi hanno sempre affascinato quei versi di Robert Frost: “Due strade divergevano in un bosco, e io presi quella meno battuta. E questo ha fatto tutta la differenza”». Ecco, HSL cerca con tutte le sue forze di seguire dei percorsi creativi diversi, contaminando design, artigianato e tecnologie del digital manufacturing, per realizzare oggetti impossibili».

Ogni lampada del brand .exnovo o gioiello del brand .bijouets è un pezzo unico dal design estremamente complesso (appunto, un oggetto impossibile), e viene sì realizzato attraverso il 3D printing, ma un abile artigiano provvede poi a rifinirlo con estrema cura e passione. Come le premiate lampade della collezione Afillia, di Alessandro Zambelli. O i braccialetti City di Selvaggia Armani e gli anelli Ray di Filippo Mambretti. Per non parlare poi degli occhiali componibili di Rosa Topputo. Non a caso i manufatti di HSL sono presenti (o sono stati esposti) in alcuni tra i più importati musei del mondo, dalla Tate Modern di Londra al DPP di Seoul, dal Triennale Design Museum di Milano al MAD di New York.

«Negli ultimi anni hanno iniziato a conoscerci pure in Francia. Ma noi vogliamo puntare ancora di più sulla Francia, dal momento che è un paese straordinario, che ama profondamente il design e l’innovazione – sottolinea Pomini –. Un nostro designer, Gio Tirotto, alla Francia e all’Illuminismo ha persino dedicato una lampada. Che non a caso si chiama Voltaire».
Traducción - francés
De Bloomberg Business Week à Die Welt: l'intérêt ne cesse de croître pour HSL
ITALIAN DESIGN HOUSE HSL PARIE SUR LA FRANCE
Les bijoux .bijouets et les lampes .exnovo dessinés par HSL et réalisés sur imprimante 3D sont exposés dans les plus grands musées du monde, du MAD de New York à la Tate Gallery de Londres. Ignazio Pomini, directeur de HSL: «Nous souhaitons investir davantage sur la France, pays qui aime profondément le design et l'innovation».

Studio de design italien spécialisé dans la réalisation de bijoux et de lampes sur imprimante 3D, HSL se tourne un peu plus vers la France. Parmi les designers qui travaillent chez HSL, on compte notamment Selvaggia Armani, Alessandro Zambelli, Gio Tirotto, Filippo Mambretti; la crème de la crème, en somme, dans le petit monde de la création italienne. Des figures qu'Ignazio Pomini, président et fondateur de HSL, a choisies personnellement.
«La lumière est l'un des thèmes récurrents dans notre processus créatif –nous explique Pomini-. Avec nos lampes et nos bijoux, nous cherchons à capturer la lumière, à la cristalliser sous des formes nouvelles et inoubliables. Pour nourrir notre créativité, nous observons avant tout la nature. Les constellations célestes, les plumes d'aigles des Alpes ainsi que les méduses phosphorescentes de l'Océan Atlantique sont pour nous autant de sources d'inspiration».
Pomini n'est pas du genre à craindre les défis. Ce n'est d'ailleurs pas un hasard si HSL, le nom de son studio de design, est l'acronyme de Hic Sunt Leones qui en latin signifie "ici se trouvent les lions", une expression que les Romains annotaient sur leurs cartes afin de signaler les territoires inexplorés (et donc dangereux). «Ces vers de Robert Frost m'ont toujours enchanté: "Deux chemins divergeaient dans une forêt, moi j'ai suivi le moins battu des deux. Voilà ce qui a fait toute la différence"». De la même manière, HSL cherche à suivre des parcours créatifs multiples, en associant design, artisanat et technologies de l'artisanat digital, dans le but de réaliser des objets inouïs».
Chaque lampe de la marque .exnovo ou bijou de .bijouets est une pièce unique au design très complexe (comme on vous disait: un objet inouï); réalisée sur imprimante 3D, un artisan expérimenté la parachève ensuite avec grand soin et passion.
Ainsi en est-il des lampes de la collection Afillia d'Alessandro Zambelli, des bracelets City de Selvaggia Armani ou encore des anneaux Ray de Filippo Mambretti. Sans oublier les lunettes personnalisables de Rosa Topputo. Les réalisations de HSL sont exposées (ou l'ont été) dans certains des plus importants musées du monde, de la Tate Modern de Londres au DPP de Séoul, du Triennale Design Museum de Milan au MAD de New York.
«Depuis quelques années, nous commençons enfin à être connus en France. Mais aujourd'hui nous voulons miser encore plus sur la France, car il s'agit d'un pays fantastique qui aime profondément le design et l'innovation –s'enthousiasme Pomini-. L'un de nos designers, Gio Tirotto, a même dédié l'une de ses lampes à la France et aux Lumières. Une lampe qui, heureux hasard, s'appelle Voltaire».

Formación en el ámbito de la traducción Master's degree - université Bordeaux III
Experiencia Años de experiencia: 5 Registrado en ProZ.com: Jan 2016 Miembro desde Sep 2016
Credenciales inglés a francés (EF Standard English Test)
español a francés (Bordeaux III)
italiano a francés (Bordeaux III)
italiano a francés (SFT)
Miembro de N/A
Software Adobe Acrobat, CafeTran Espresso, Indesign, MateCat, memoQ, Microsoft Excel, Microsoft Word, ABBYY, Powerpoint, SDL TRADOS
URL de su página web http://www.italofily.com
CV/Resume francés (PDF), inglés (PDF), italiano (PDF)
Prácticas profesionales julien DESROCHE apoya ProZ.com's Directrices profesionales.
Professional objectives
  • Meet new translation company clients
  • Meet new end/direct clients
  • Work for non-profits or pro-bono clients
  • Screen new clients (risk management)
  • Network with other language professionals
  • Find trusted individuals to outsource work to
  • Build or grow a translation team
  • Get help with terminology and resources
  • Learn more about translation / improve my skills
  • Get help on technical issues / improve my technical skills
  • Learn more about additional services I can provide my clients
  • Learn more about the business side of freelancing
  • Find a mentor
  • Stay up to date on what is happening in the language industry
  • Help or teach others with what I have learned over the years
  • Transition from freelancer to agency owner
  • Buy or learn new work-related software
  • Improve my productivity
Bio

Sono un traduttore professionale e freelance dall'italiano al francese, dallo spagnolo al francese e dall'inglese al francese. Madrelingua francese, opero per numerose agenzie in Italia, Spagna, America latina, nonché per aziende e privati, nei settori Letteratura, TECNICO, LEGALE, SEO, Turismo, contenuti web e news, newsletter, manualistica, ecc...
Sono laureato in lingue presso l'Università Bordeaux III, e vivo tra Italia e Francia da numerosi anni, per cui ho una conoscenza dell'italiano molto profonda, in tutti i suoi livelli e registri. Lavoro con SDL Trados 2019.

Traduco anche per l'editoria, opere letterarie, esoteriche, artistiche e historiche. In parallelo alla mia professione, seguo una formazione presso il CETL di Bruxelles - Centre Européen de Traduction Littéraire - dove insegnano i migliori traduttori letterari francofoni attuali.


Je suis un traducteur indépendant de l'italien au français, espagnol au français et anglais au français. De langue maternelle française, je travaille pour de nombreuses agences de traduction en Italie, France et Amérique latine, ainsi que pour des entreprises et des indépendants, dans les secteurs Littérature, TECHNIQUE, JURIDIQUE, SEO, Tourisme, Contenus Web et news, manuel d'instruction, mode d'emploi, présentation, Mode etc...
Je suis diplômé en langues à l'Université de Bordeaux III, et je vis entre la France et l'Italie depuis de nombreuses années, raison pour laquelle j'ai acquis une profonde connaissance de l'Italien, dans tous les registres de langue. Je travaille avec SDL Trados 2019.
Je serais heureux de travailler pour vous!

En parallèle à mon activité de traducteur, je suis actuellement une formation auprès du CETL de Bruxelles - Centre Européen de Traduction Littéraire - et je traduis des œuvres pour le secteur éditorial (roman, œuvres spirituelles, artistiques et historiques).

Julien DESROCHE

Palabras clave: francese, italiano, legale, tecnico, manualistica, SDL Trados, Turismo, news, contenuti web


Última actualización del perfil
Jul 9, 2020






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